«Durante la crisi dell’euro i Paesi del Nord hanno dimostrato solidarietà con i Paesi più colpiti. Come socialdemocratico do molta importanza alla solidarietà, ma hai anche degli obblighi, non puoi spendere tutti i soldi per alcol e donne e poi chiedere aiuto»
La frase di Jeroen Dijsselbloem sui paesi del sud europa che si giocano tutti in alcool e donne mi ha ricordato un episodio accadutomi un paio di anni fa.
Sono in centro a Londra, ho appena fatto compere non ricordo dove, ma certamente in un posto in cui ti forniscono di fragili ma molto ecologiche buste di carta riciclata, forse era Whole Foods, forse era Primark. In ogni caso me ne sto tornando verso la metropolitana. A un certo punto la grossa busta di carta si rompe e io mi ritrovo con tutta la spesa in grembo. Proseguo un po’ goffamente, indeciso sul da farsi (chiamo un taxi? abbandono le cose più ingombranti?) quando ad un certo punto l’illuminazione. Di fronte a me si para un provvidenziale netturbino dalla carnagione olivastra che con il suo armamentario sta meticolosamente sostituendo i cestini dei rifiuti. Siccome sono stato educato in un Paese del sud (anche se, devo dire, alcool e donne non moltissime) nemmeno mi pongo il problema e lo avvicino con la mia migliore faccia da gatto di Shrek ed il mio bagaglio di masserizie stretto al petto chiedendoli se per cortesia può darmi uno dei suoi enormi e meravigliosi sacchetti dei rifiuti grigi per riporci le mie cose e tornare a casa felice. Il tizio mi guarda come se invece del gatto di Shrek avesse visto avvicinarsi Nosferatu e mi fa:
“Scusami amico, ma mi controllano, e se ora io ti do uno di questi sacchetti poi perdo il lavoro”.
Gli rispondo che certo lo capisco, chiedo scusa vergognandomi per la domanda e mi avvio verso la metropolitana chiedendomi come diavolo farò durante la peak hour ad estrarre la Oyster dalla tasca.
Quello scambio di battute, esattamente come la frase di Dijsselbloem, contrappone due idee del mondo. Una molto rigida, talvolta culturalmente un po’ gretta, che basa la società su un set di regole ferree e un po’ stupide (talvolte molto stupide). Un’altra fieramente egalitaria, dove la sottolineatura dei diritti supera quella dei doveri e dove le eccezioni sono ampie, tollerate e sempre comprese, se non nelle leggi nei comportamenti.
È banale dire che ci servirebbe costruire una comunità che si incontri a metà fra questi due modi di considerare il mondo ma, nel frattempo, mentre discutiamo su come farsi, sul merito, sul controllo, sulle libertà, occorrerà dire al gatto di Shrek che siamo noi, anche con un po’ di orrore nei confronti di Dijsselbloem che francamente io considererei un cretino, occorrerà dire – dicevo – che la stupida rigidità delle regole è una delle ragioni per cui le società complesse molto spesso funzionano. E quelle come le nostre altrettante volte no.
Marzo 23rd, 2017 at 20:41
Sulla carta quel paese potrebbe essere il Belgio, in cui vivo. Tranne poche felici eccezioni, purtroppo però le due comunità riescono ad cumulare il peggio delle due visioni.
Marzo 24th, 2017 at 08:31
l’avesse detta trump una frase cosi sul messico ciao, titoloni
mi ricordate invece i pinguini del madagascar che ti guardano e dicono: ” tu nn hai visto niente”
ecco voi siete cosi, se lo fa trump fate una caciara del 48, se lo fa uno qualunuqe dei “paesidelnord” allora va tutto bene colpa nostra
a gni se brisul
Marzo 24th, 2017 at 16:10
Voi chi?
Marzo 24th, 2017 at 08:45
Da barese nato cresciuto e, purtroppo, ancora abitante a Bari do tutta la mia solidarietà a Dijsselbloem, le cui parole sono state vergognosamente distorte.
Magari avessimo qui a Bari un servizio di nettezza urbana come su al nord, dove gli operatori sono controllati e, se sgarrano, adeguatamente puniti.
Qui camminiano nella cacca e nel piscio, la spazzatura è lasciata per strada, i netturbini “passano” letterarlmente, senza raccogliere nulla, tranne quando si accorgono che c’è qualcuno alla finestra, allora raccolgono le carte più grandi.
Le finanze del comune sono risicate, ma i gettoni di presenza per assembleee sugli argomenti più disparati e per “presenze” di meno di 15 minuti quelli ci sono sempre.
Sogno un Dijsselbloem o almeno un netturbino londinese.
Marzo 24th, 2017 at 10:07
Mondo cattolico vs. Mondo protestante
Marzo 24th, 2017 at 14:23
Scusa ma non potevi entrare in qualsiasi negozio e chiedere un sacchetto? Proprio all’operatore ecologico dovevi chiederlo? ;-)
Marzo 28th, 2017 at 22:08
La frase di Jeroen Dijsselbloem sui paesi del sud europa che si giocano tutti in alcool e donne mi ha ricordato un Borghezio. Il Borghezio di sinistra. Ma son solo dettagli.
Nulla a che vedere con la gag del sacchetto costruita ad arte partendo da una sbadataggine iniziale. Un classico della comicità.
“Una molto rigida, talvolta culturalmente un po’ gretta, che basa la società su un set di regole ferree e un po’ stupide (talvolte molto stupide).”
a me invece ricorda le scuole medie, per un solo minuto di ritardo un compagno di classe subì un’umiliazione tanto tremenda quanto esemplare e che poi si porterà dietro per anni. (Il tutto in un vecchio stabile, ristrutturato alla buona, e costruito proprio in epoca fascista). Insomma: l’Italia è il regno delle asimmetrie, impossibili da generalizzare e stereotipare in modo leghista.