In un episodio di “Scherzi a parte” andato in ondo moltissimi anni fa, a Clemente Mastella, a quei tempi membro del governo, viene fatto credere che in Italia in quel momento fosse in corso un violento colpo di stato. Mastella si alza dal divano dal quale stava seguendo in TV la (falsa) notizia e con grande apprensione si precipita ad informarsi sulla incolumità del figlio (mi pare fosse il figlio, vaso a memoria, comunque un familiare). Il trasporto emotivo del padre a travolgere senza troppi imbarazzi la fedeltà alla bandiera.

Oggi su Repubblica Nichi Vendola, per un ventennio paladino dei diritti dei diversi racconta a Francesco Merlo la sua gioia di padre attempato:


“Guarda che io e Ed non vogliamo fare i testimonial di una battaglia di civiltà. Vogliamo solo vivere in pace”. Anche a costo di rinunciare all’Italia? “Ho comprato casa a Terlizzi, a duecento metri dal luogo dove nacque mia madre, conosco tutti e tutti mi vogliono bene. A Roma abbiamo un piccolissimo appartamento in centro. Ma non permetteremo che il corpo di nostro figlio diventi una bandiera dei diritti civili”. Meglio la fuga? “Meglio tornare a ottomila chilometri dall’Italia in questa casetta piccolina in Canadà che è piena di grazia italiana”.


3 commenti a “Tengo famiglia”

  1. Simone dice:

    Anche io ricordavo quello scherzo a Mastella. Non so perché, mi colpì molto. Forse per lo scherzo improbabile, oppure per la reazione improbabile.

  2. Marcello dice:

    Meglio la fuga?
    Per me sicuramente meglio la figa.

  3. vinz dice:

    Marcello, ma che bella battuta, complimenti. In una frase snella snella sei riuscito a concentrare tutti i motivi che costringono tanti italiani ad andarsene altrove.