I servizi segreti sono come le banche, stringono patti di mutuo soccorso prima ancora di odiarsi moltissimo. Lo sciocco pensa che l’ideologia e la morale, la molta o poca democrazia, il controllo pubblico o la sostanziale impunità siano i cardini che ne regolano scelte e comportamenti ma così non è: i violenti e le spie si annusano e si riconoscono, marcano il terreno come possono, ma in fondo si identificano e compiono scelte analoghe. Tutto il resto è scenografia. I servizi segreti sono una ridicola minoranza investita di grandi poteri (ultimamente molto aumentati dalla tecnologia e dal web) che applicano in maniera rigorosa e esemplare. Signori che raccontano ai loro referenti ed al mondo quello che gli pare. E i loro referenti ed il mondo ripetono a pappagallo. La lezione alle masse vale assai di più del sacrificio del singolo: così il giovane soldato idealista dopo 500 giorni di carcere duro diventa un rottame della società dalla sessualità incerta, abiura i suoi peccati e si becca 60 anni di carcere. I giornalisti comprensivi scriveranno di questo strano ragazzo che talvolta si vestiva da donna, per amore di verità ne posteranno la foto con parrucca su Twitter, e nemmeno una parola sui crimini da lui definitivamente svelati. Nell’inseguimento canino del whistleblower non solo NSA racconta da mesi tutta la propria violenta concitazione ma mostra al mondo, senza imbarazzo, la crudele sfrontatezza dell’impunito. Perfino Obama si fa burattino di fronte ad una platea che ne tollera la sceneggiata: tutti in quella sala conoscono in anticipo imbarazzi e falsità che il giovane presidente recita da consumato attore. I sodali inglesi di NSA minacciano la pochissima stampa libera rimasta, tappano la bocca agli idealisti del web ed agli ingegneri del software innamorati della privacy, martellano direttamente dentro le redazioni dei giornali gli hard disk pieni di quelle informazioni che i cittadini dovrebbero conoscere. La sicurezza nazionale, la lotta al terrorismo e una marea di simili cazzate buone per i merli (come direbbe Salinger) vomitate per mesi su quegli stessi giornali che ora vorrebbero del tutto addomesticati. E i vecchi film sul quarto potere e sui giornalisti eroi che sfidano e vincono le battaglie per la trasparenza quelli sì, altro che il fermo in aeroporto di un noto terrorista brasiliano, sembrano archeologia informativa.
20
Ago
Agosto 20th, 2013 at 20:50
Tocca aspettare la prossima serie di Newsroom.
Agosto 20th, 2013 at 20:56
Caro Mante forse la cosa + bella che tu abbia scritta
Che vergogna
F
Agosto 20th, 2013 at 20:58
quoto @surfab
Agosto 20th, 2013 at 21:50
Oggi a Camden Town c’erano delle persone (vestiti in modo eccentrico) che chiedevano la libertà per Manning, dei ragazzini li sfottevano, ma lui senza perdersi d’animo ha cercato di spiegargli che lui combatteva anche per la loro libertà. Non ho potuto non esprimergli solidarietà.
Agosto 21st, 2013 at 08:43
Notevole. Bravo Massimo, grazie.
Agosto 21st, 2013 at 09:56
Secondo me è quantomeno ingenuo parlare dei servizi segreti in questi termini. Purtroppo mante su questi argomenti ha assunto un sentimento filo-complottista degno del miglior grillino.
Agosto 21st, 2013 at 10:05
Il giornalista si accese una sigaretta e lanciò la revisione automatica del pezzo appena scritto.
Il calcolatore iniziò a cancellare i refusi, ad aggiungere o togliere virgole, a sostituire con sinonimi le parole più ripetute.
Poi si bloccò e in mezzo allo schermo comparve un finestra, con un simbolo giallo di allerta.
“Attenzione: definire la parola /Libertà/”
Il giornalista selezionò “Ignora”, ma il messaggio ricomparve di nuovo e ancora. Per farlo scomparire non servì né spegnere il pc, né, dopo ore di tentativi frustranti, distruggerlo meticolosamente a martellate.
Agosto 21st, 2013 at 13:55
La sicurezza nazionale e la lotta al terrorismo sono cazzate? Mi pare eccessivo. Obama non ha fatto il “burattino” (ci vuole anche rispetto no?) ma ha semplicemente fatto ciò che ci si aspetta da un presidente USA che vuole e deve fare il presidente , i “giornalisti eroi” e gli “idealisti del web” (strampalata definizione) infatti fanno un altro mestiere.
Agosto 21st, 2013 at 15:18
no, il presidente USA non è la Statua della Libertà. La democrazia è ormai superata.
il giornalista della Stampa è stato rapito dai cosiddetti ‘ribelli’ che in questo momento vengono armati fino ai denti dal presidente USA che per definizione lotta contro il terrorismo
ma i ribelli sono terroristi e piú integralisti e pericolosi di Assad. Tra i ‘ribelli’ c’è infatti anche AL QUAEDA. Ma Al Quaeda non era pericolo numero uno per il cosiddetto ‘Occidente’?
domamda: a che servono i servizi segreti? a che serve l’informazione?
Agosto 25th, 2013 at 10:01
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