Marco Pancini di Google segnala l’esistenza del Libro Verde sul “diritto d’autore nell’era dell’economia della conoscenza”. Si tratta di un testo prodotto dalla Commissione Europee sul quale, lo confesso, nutrivo qualche speranza. Invece si tratta del solito lavoro di armonizzazione nel quale la Commissione gioca dalla parte sbagliata del tavolo. Non si discute di come diffondere la conoscenza nella maniera più ampia possibile attraverso Internet, tenendo conto delle esigenza di tutela del copyright ma, viceversa, delle eventuali eccezioni che i detentori dei diritti concedono a biblioteche ed altri soggetti per mantenere una parvenza di libera circolazione della conoscenza. Un approccio profondamente errato pur se prevedibile. Tutto molto triste.
Il Libro verde affronta tutte le questioni in modo equilibrato, tenendo cioè conto dei punti di vista degli editori, delle biblioteche, degli istituti di istruzione, dei musei, degli archivi, dei ricercatori, dei portatori di handicap e del pubblico in generale.
update: Frieda Brioschi di Wikipedia segnala le sacrosante controdeduzioni della sua organizzazione sul libro verde della Commissione Europea. Vale al pena di leggerle.
Gennaio 26th, 2009 at 22:35
Ciao Massimo,
dietro invito di Wikimedia Olanda, Wikimedia Italia e un po’ di wikipediani hanno scritto questa: http://it.wikipedia.org/wiki/Utente:Alcuni_Wikipediani/Libro_verde
Gennaio 27th, 2009 at 09:33
lo scopo della commissione è quello di armonizzare, lo è nella sua natura, scritta nei trattati comunitari. Non si tratta di un approccio “prevedibile”, quello fa e quello deve fare, è il suo ruolo.
Voce contraria? Bastava esprimersi entro il 30 novembre 2008
perchè lamentarsi ex post?