Sto guardando (come molti) Google Buzz e non è che ci abbia ancora capito molto. Ma guardare l’ennesimo accrocchio sociale dopo Wave (con tutte le piccole fatiche che comporta) è servito almeno a chiarirmi una cosa. Voglio usare un solo social network. E oggi con tutti i limiti del caso il mio social network preferito è Friendfeed.
Continuo ad usare (poco) Twitter per la semplice ragione che quello che scrivo per i miei 60 contatti lì, rimbalza sullo status update di Facebook e sulla colonna di streaming di FF. Se così non fosse probabilmente lo avrei già abbandonato.
L’utilizzo che mi interessa delle reti sociali è prima di tutto “amicale”. E’ così fin dai tempi in cui decisi di aprire un blog personale. Benchè sia Twitter che Facebook abbiano una ampia scelta di link informativi (il primo) e di contenuti informativi (il secondo) l’effetto di ridondanza trascina poi le medesime informazioni anche altrove (su FF ma anche sui feed RSS di Greader per esempio). Questo attenua la sensazione di “perdersi qualcosa di importante” che ogni tanto mi assale. Del resto, anche volendo, non avrei modo di leggere i twit di 8000 follower o dei miei 1000 “amici” che mi hanno aggiunto su Facebook.
Già gli amici degli amici su FF sono per me un sufficiente allargamento dello scenario rispetto alle mie letture abituali: un infinito scorrere di Twit o il newsfeed di Facebook semplicemente non riuscirei a guardarlo. Se devo intercettare notizie interessanti preferisco cercarle sui feed RSS piuttosto che nel gran casino delle comunicazioni variegate di FB o Twitter. Utilizzo un solo SN alla volta e perfino su FF molti meme e molte discussioni nemmeno le incrocio, perchè anche lì seguo poche persone (circa 150 ora). Le mie aspirazioni sociali (oltre al blog) finiscono qui. Diciamo che sono piuttosto incomprimibili. Su Facebook poi da sempre non installo applicazioni (ne ho una sola il dada music player) e tutto quello che mi riguarda laggiù, a parte qualche scambio di battute in bacheca o via mail, e’ l’automatica replicazione di qualcosa che sta altrove (i post del mio blog, gli status update di twitter).
In una situazione del genere la circospezione verso Buzz deriva anche da questa personale tendenza al monotasking sociale. E trovare qualcosa di semplice immediato e ben fatto come Friendfeed (finchè funzionera’) che sia capace di sostituirlo è per ora molto molto difficile.
Febbraio 12th, 2010 at 20:05
Usare gli apostrofi invece delle accentate fa più social?! ;)
Febbraio 12th, 2010 at 22:04
Guarda, anch’io mi sono ingeniato per capire Buzz (ho parecchi limiti io). Solo dopo mi sono chiesto se mi servisse oppure no. Ovviamente no
Febbraio 12th, 2010 at 22:07
Io invece sono solo un Social Lurker, però sono sempre più propenso a trollare.
Miseria!
(cfr: http://it.wikipedia.org/wiki/Lurker )
Febbraio 13th, 2010 at 00:15
Un like come una casa.
Febbraio 13th, 2010 at 00:57
però su buzz c’è una cosa fondamentale che a fb manca: “non mi piace più”.
Febbraio 13th, 2010 at 01:06
Mah, io con buzz ci sto aggeggiando. Il vantaggio e’ l’integrazione totale e immediata con altri servizi di google: gmail, google reader, picasaweb. Non c’e’ da caricare nulla, non c’e’ da andare a cercare una cosa su un altro programma per metterla su FB, per dire, ed e’ tutto molto veloce.
Se poi serva o non serva, non lo so. Credo che uno dei potenziali sia l’applicazione sul mobile: se hai buzz e ti colleghi google dovrebbe saperti dire se uno dei tuoi contatti e’ in zona tua, per dire. Non che la cosa non sia inquietante, ma diciamo che ha un suo appeal.
Twitter invece non lo capisco. Ci ho provato due volte. La prima volta me ne sono andato dopo un mese. La seconda, una settimana fa, dopo due mesi.
Di vedere queste strisciate di roba a 140 caratteri davvero non ne ho voglia.
Febbraio 13th, 2010 at 02:10
mai pensato di uscir di casa per amicalizzare?
Febbraio 13th, 2010 at 09:49
La prima cosa che ho scritto su Buzz è stata: “Come si spegne ‘sto coso?”
Poi ho deciso che non solo non mi serve a nulla, ma che non mi servono a nulla la maggior parte dei “virtual social” che frequento, e sono molti meno dei tuoi. (FB, due o tre forum tematici… e il blog, che ormai “social” non è nemmeno più, dato che i commentatori si sono stufati di commentare…).
Le mailing list, almeno quelle, sono ormai morte e sepolte.
Secondo me il prossimo trend sarà la fuga dalla rete ed il ritorno all’interazione interpersonale diretta.
Un qualcosa tipo “Incontriamoci e parliamo, senza troppe pippe cervellotiche”.
Febbraio 13th, 2010 at 11:31
Girodivite (www.girodivite.it) è nato dal bisogno di far sapere “fuori” quello che accadeva nelle “città invisibili” della Sicilia. Siamo stati tra i primi a essere in Internet nel 1994. Abbiamo da qualche anno sperimentato la presenza su Facebook, ovvio. Twitter. E anche FriendFeed (non male). Non male anche Tumbrl (http://girodivite.tumblr.com/) che ha una cosa carina all’interno: il “radar” con cui vedi scorrere le immagini che via via gli iscritti inseriscono. La cosa interessante oggi è che puoi pubblicare una cosa su Girodivite e contemporaneamente far apparire il link su Fabebook, Twitter, FriendFeed, Tumblr… L’interazione dei “social network”. Ma per noi che proviamo a diffondere l’informazione “dal basso” è un uso specifico, quello dei social network. Diverso per chi usa internet a livello personale.
Febbraio 13th, 2010 at 15:26
@simone:
Ma ke kzz dc:
http://geekandpoke.typepad.com/geekandpoke/2009/12/and-where-were-you-adam.html
;)
Febbraio 13th, 2010 at 17:51
[…] network ci siamo detti più o meno tutto, è stato fatto più o meno tutto, come dice giustamente Mantellini ci saremmo anche rotti le scatole di seguirne mille e ce ne basterebbe uno […]
Giugno 2nd, 2010 at 01:02
(A)social network…
[Il titolo qui sopra è quello di un vecchio post di Giovy, il quale ha in seguito illustrato le proprie policy sui vari social network] Ieri, come spiegava Paolo Attivissimo qualche giorno fa, sarebbe dovuta essere la giornata mondiale dell’abb…