L’accanimento voyeuristico dei media nei confronti del delitto di Chiara Poggi a Garlasco è uno di quegli argomenti che tolgono solidità alle preoccupazioni dei giornalisti per la propria autonomia. Ieri il Corriere ha per esempio pubblicato tranquillamente un articolo basato sul nulla (le foto di una macchna fotografica che non c’è) riversate sul famoso PC di Alberto Stasi. Il pezzo serve ovviamente a mostrare morbosamente le foto dell’ultima vacanza a Londra dei due fidanzati e serve anche a raccontare che Stasi è un tipo strano che custodiva nel suo PC directory di foto porno (una pratica temo piuttosto diffusa e per nulla illegale ma che qui viene raccontata in tutte le sue variabili più imbarazzanti) e che fotografava i piedi delle passanti. E’ insomma l’ennesimo castello accusatorio popolare nei confronti dell’unico indagato per il delitto. L’articolista fa tutto quello che un giornalista non dovrebbe fare: usa argomenti irrilevanti ma eticamente sensibili per sostenere una tesi qualsiasi, utile in primo luogo alla vendita delle parole contenute nel pezzo. Poi ne usa altri penalmente rilevabili (un procedimento parallelo che riguarda file a contenuto pedopornografico che pare siano stati ritrovarti sul medesimo PC) ma del tutto separati dal delitto. Ogni dato tecnico del processo ha così titolo per trasformarsi in un mistero che getta ulteriori ombre su Stasi. Sul PC dell’imputato manca per esempio la foto numero 0007. Come mai ci sono tutte le foto di quella vacanza e manca proprio la numero 0007? Provate ad immaginare di dirlo con la voce concitata e l’occhio sbarrato di Carlo Lucarelli nella penombra del suo studio TV:

“0007. Questo è il numero della foto mancante. Cosa c’era in quella foto? Perche’ l’imputato l’ha rimossa quattro giorni prima del delitto? Come mai proprio quella e non un’altra? Mistero”.

A questo punto si alza un tizio dal pubblico in sala e dice: “Aho’ Lucare’, nun hai penzato che magari era mossa”.

8 commenti a “Cronaca Vera ovunque”

  1. alessandro longo dice:

    Sì, ci sono cattivi giornalisti, c’è cattivo giornalismo. Ma questo che c’entra con “le preoccupazioni per l’autonomia dei giornalisti” in senso generale? Poiché qualcuno sbaglia, togliamo a tutti la libertà? Se ci pensi bene è un ragionamento che conduce a una brutta strada, già percorsa per altro

  2. arso dice:

    Si, va bene, ma non mi toccare il mitico Lucarelli… paura eh?

  3. Garlasco e il mistero della foto scomparsa : Tau Zero dice:

    […] Mantellini, oggi Condividi e segnala sociallist_9c2811ea_url = ‘http://www.giannisilei.it/?p=4607’; […]

  4. Daniele Minotti dice:

    E no! Un vero feticista – lo riconoscono tutti i criminologi da TV – tiene anche quelle mosse! :-)

  5. emanuele dice:

    Non era un articolo fatto solo per mero scandalismo, credimi
    secondo me quello era un brutto pezzo appunto perché alludeva e basta. Strizzava l’occhio a ‘quelli che sanno’ e non al lettore comune che non è tenuto ad essere un esperto o un investigatore. Il non detto era ovviamente questo (la pista molto nebulosa che battono gli investigatori, come diciamo noi giornalisti di provincia): la povera Chiara è stata ammazzata perché ha visto una foto di Alberto e del suo amichetto che non le è piaciuta molto, una foto fatta a Londra, finita in mezzo a quelle dei due fidanzati, la foto è sparita proprio perché spiega tutto, se la foto non c’è Alberto è colpevole. Un po’ debole e soprattutto non spiegato al lettore.

  6. gio dice:

    Credo non ci sia pc di uno qualsiasi degli adolescenti/ventenni maschi di questo paese che non abbia una cartella nascosta stracolma di video porno ordinatamente raccolti in categorie tipo “milf”, “asian”, etc. Fidatevi…

  7. massimo mantellini dice:

    Ah beh Emanuele, cosi’ allora e’ anche peggio

  8. spider dice:

    Urca, bisogna che mi ricordi di rinumerare i nomi dei file quando scarico le foto (mi capita di cancellarne quando ancora sono sulla macchina).