(grazie a GBA e Demopazzia)


update: mi chiamano da Repubblica per segnalarmi che loro da stamattina hanno tolto ogni forma di pubblicità invasiva per rispetto alla gravità degli eventi. Non me ne ero accorto: molto bravi. Quindi gli esempi (possibili) di tristezza del pensiero citati diventano 2.
update2: mi hanno segnalato il titolo del Secolo, ritornano 3.

21 commenti a “Tre (possibili) ragioni della tristezza del pensiero”

  1. Paolo dice:

    Gia, che depressione .. i “nuovi” media

  2. B dice:

    Ormai io uso sempre Adblock. E si fottano loro con la loro pubblicità, boxini morbosi e gallerie fotografiche che fanno incetta di clic.
    Per non parlare dei trucchettini di dividere le notizie, refresh dell’intera pagina ad ogni avanzamneto nelle gallerie, mettere i link che riportano alla home non generale ma della cronaca locale e chi più ne ha più ne metta

  3. Randolph Carter dice:

    L’alternativa? Niente pubblicità sulle notizie tristi?

  4. Carolus dice:

    Anch’io uso Adblock e finisce lì.

  5. mORA dice:

    AdBlock Punto.

  6. massimo mantellini dice:

    scusate eh ma Adblock non risolve nessuno di questi problemi (e non ne risolve nemmeno molti altri)

  7. mORA dice:

    No no, li risolve eccome.

    Alla fine quando capiranno che nessuno vede quella immondizia, gli investitori non ci mettono su più un centesimo.

    Quanto ai giornali, cosa dovrebbero fare, secondo te, togliere la pubblicità quando hanno un lancio che può aumentare le visite?
    E, statisticamente, quali sono le notizie che aumentano le visite?

    Quindi loro fanno quello che giusto o meno è ovvio che facciano, io faccio in modo da vanificare buona parte di quel che fanno.

    Poi:

    1) sul Post ci scrivi ancora, dopo questi fatti?
    2) io sono abbonato (PDF) ad un giornale: nessun problema se per leggerlo mi mettessero una password davanti e nemmeno se facessero una versione di abbonamento solo web. Perché non lo fanno?

  8. nick82 dice:

    in che senso non li risolve? il primo mi pare lo risolva, il secondo non saprei ma credo anche, e su Il Post non ho mai visto pubblicità come quella. Uso adblock 2.5.25 su safari. E su safari ovviamente ho selezionato “blocca finestre a comparsa da “safari”.

  9. B dice:

    Lo so che non risolve, ma almeno i miei clic non li hanno per invogliare i pubblicitari.
    Nessuno dice che la pubblicità non debba esserci, certo in caso di cose gravi il buon gusto potrebbe anche imporre di limitarsi, ma ormai siamo andati oltre.
    È diventata una cosa compulsiva, è francamente eccessiva e io con Adblock fruisco delle notizie e penalizzo chi non sa darsi limiti.
    Se tutti lo usassero ( e tutti gli utenti minimamente evoluti lo fanno) forse qualcosa prima o poi cambia. Forse qualcuno comincerà a non considerare i clic per decidere come spendere due lire di pubblicità.
    Perché avere pubblicità invadenti, pop-up, filmati, cornici e box fluttuanti equivale a considerare gli utenti del sito dei poveri decerebrati utOnti e non clienti potenziali.
    Poi mi piacerebbe veramente conoscere le cifre in ballo, di quanti euro parliamo, quanti clic o quanti acquisti generano questi euro spesi con una tattica simile a un volantinaggio sconclusionato.
    Perché questo è. È come se prima di arrivare in edicola i incontrassi decine di tizi che mi mettono in mano volantini di qualsiasi cosa.
    E uno alla fine o dribla i volantinanti o si rompe le palle e in edicola non ci va più…

  10. B dice:

    *cambierebbe
    (maledetta disgrafia da fretta)

  11. Federica dice:

    I miei “complimenti” al curatore del sito del Secolo XIX: insuperabile!

  12. L1 dice:

    Massimo ha ragione, adblock non “risolve” il problema, lo nasconde.
    Per qualcuno (io per esempio) tanto basta, ma e’ giusto rilevare che il “problema” c’e’.

  13. gregor dice:

    ilpost ha davvero una pubblicità invasiva, e provo dispiacere nel dirlo.. Non vorrei essere costretto a installare Adblock

  14. Femetal dice:

    penso che ilpost abbia tolto la pubblicità (speriamo per sempre)

  15. emmons avenue dice:

    Tutto questo spiega l’ossessione del fenomeno GRILLO.
    Il fenomeno incuieta non tanto l’entourage dei componenti del transatlantico, ma tuttalpiù tutta la sfera di ruffiani che gira intorno alla nostra distinta classe dirigente. Soprattutto quelli dell’emisfero sinistro. Acculturati che ritengono di sapere e conoscere e che poi annegano in un bicchier d’acqua. Pulci nella farina che accondiscendono le malefatte per ottenere incentivi. Gia perché senza incentivi, queste sono persone inerti poiché incapaci.
    E naturale quindi che in un fatto così grave, appaiano degli spot.
    Inutile rimuginare. Da gente che invece di denunciare gli errori della casta che ci ha portato a tutto questo, ci stonavano invece con fatti di Bunga Bunga, plastici e telenovelas di delitti normali,
    v’aspettavate di meglio?
    L’arroganza non paga.

  16. Giorgio dice:

    Le persone che ti stanno dando quelle notizie non lo fanno perché è un tuo diritto ricevere le notizie sul divano di casa tua, lo fanno perché stanno lavorando e quello è il loro lavoro: fare un prodotto che tu leggi e guardi e che parla di ciò che accade. Per farlo devono essere pagate, e per essere pagate in rete serve la pubblicità, se no il giornale chiude. Ed è logico che la pubblicità va dove più alta è la probabilità di essere vista. La pubblicità non è una sfortuna da sopportare, i soldi non sono il demonio, sono la garanzia di poterti dare le notizie. Lavorare rispondendo a un bisogno collettivo e col lavoro produrre ricchezza non è una vergogna, è un’attività tra le più etiche. Possiamo discutere sul livello estetico di quegli interventi pubblicitari fatti in quel modo, ma le lezioni etiche sono ignobili. L’idea stessa che rispetto di un morto significhi evitare di ricavare sostentamento da quella notizia o è un equivoco, un crampo mentale pavloviano, oppure è una roba che dà la misura del livello di ipocrisia cattolica di questo paese. Una volta a radio popolare telefonavano i sedicenti marxisti leninisti indignati perché i poveri redattori mettevano pubblicità per campare, dev’essere un tipo umano che si replica nelle ere geologiche incurante di tutto. Grazie dell’attenzione.

  17. Informazione all’Italiana | Il Giornalaio dice:

    […] scritta dal Garante sulla Privacy per averlo fatto, oltre allo sdegno del sottoscritto e di molti […]

  18. Roberto B. dice:

    Adblock rulez.
    Nelle ultime versioni hanno persino aggiunto la possibilità di visualizzare la pubblicità non invasiva: https://adblockplus.org/en/acceptable-ads

  19. massimo mantellini dice:

    @Roberto B., uhh quella della possibilità di escludere le pubblicità estreme mi interessa molto, grazie non sapevo

  20. Paolo dice:

    @Roberto B. Fantastico questo plugin!

  21. Stefano Maffulli dice:

    Non saro` l’unico che usa sempre https://adblockplus.org/en/ ?