15
Set
Beppe Severgnini perde momentaneamente il lume della ragione e indice il safari fotografico dei lettori del Corriere contro chi parcheggia abusivamente nei posti riservati ai disabili. A margine: che le targhe auto non siano dati personali sottoposte alla normativa sulla privacy a me sembra piuttosto strano.
Settembre 15th, 2011 at 21:47
momentaneamente?
Settembre 15th, 2011 at 21:55
non sono un esperto di privacy, ma le targhe di auto non penso siano dati sensibili (se vai in una qualsiasi agenzia di pratiche auto, o al PRA, puoi fare una visura e ti dicono a chi è intestata, da quanto tempo, se è assicurato, se è in regola con il bollo…)
Settembre 15th, 2011 at 21:57
@alberto, certo non sono dati sensibili, ma sono dati personali, esattamente come l’email
Settembre 15th, 2011 at 21:57
ho sempre sognato di farlo con tutti coloro che parcheggiano in divieto di sosta/fermata o doppia fila in mezzo a viali di scorrimento per andare “cinque minuti a fare tale commissione” e intanto però generano rallentamenti nel traffico che fanno perdere 30 secondi a centinaia di persone quindi parliamo di ore di vita perse dalla collettività per l’egoismo di un individuo che non poteva investire qualche minuto del suo tempo a trovare un parcheggio fuori dai piedi
Settembre 15th, 2011 at 23:16
È talmente strano che infatti non è vero ;-)
Le targhe delle auto sono dati personali, senza dubbio. Il Garante della Privacy ne ha già parlato in passato:
http://www.garanteprivacy.it/garante/doc.jsp?ID=1519072
Settembre 15th, 2011 at 23:47
http://semioblog.blogspot.com/2009/04/diventa-anche-tu-delatore.html
mi ero rotto anch’io quella volta, il tipo era strafottente. Non credo valga a termini di legge quello che dice Severgnini, ma il mio avvocato dice che potrebbe essere interpretato dal giudice come una sorta di “ubi major”, nel senso che io faccio un reato piccolo per segnalarne uno più grosso
Settembre 16th, 2011 at 00:03
Siamo in guerra, non possiamo pensare alla privacy [da Roma]
Settembre 16th, 2011 at 06:24
In Finlandia se uno non ti fà attraversare sulle strisce mandi un SMS col num di targa e ti arriva nome e indirizzo. Privacy?
Settembre 16th, 2011 at 06:34
Jannis, io condivido in toto il tuo sdegno per questo genere di persone e, quando mi capita l’occasione, faccio anch’io il “rompiballe”.
Ma una volta pubblicata la foto sul tuo blog o sul Corriere, cosa accade?
Settembre 16th, 2011 at 06:47
questi parcheggiano dove vogliono e come vogliono e voi vi preoccupate del dato personale o no?
la libertà dd’informazione è più imporntante della legge sulla privacy!
Settembre 16th, 2011 at 06:56
Non credo che Google oscuri tutte le targhe senza motivo su Street Wiew…
@gregor
ci sono le forze dell’ordine, qual’è il problema? Chi lo dice che la privacy è meno importante di fare una gallery su internet?
Settembre 16th, 2011 at 08:07
Lodi a Severgnini. Per gli stronzi niente privacy.
Settembre 16th, 2011 at 08:10
Per le fotografie, prevale sempre il diritto di cronaca (esercitabile da chiunque, non solo dai giornalisti professionisti) al diritto sulla privacy. Se poi non ci sono persone ritratte, ciò è praticamente ovvio. Una targa non è una persona. La macchina appartiene a qualcuno, ma come tutti gli oggetti. Il fatto che la mia macchina è parcheggiata su un posto per invalidi non documenta che io sono un incivile o commetto un illecito (potrebbe avercela messa mio figlio, mia moglie…) quindi non è nemmeno “diffamazione” (e a maggior ragione se l’ho fatto io -il proprietario- ricadiamo nel diritto di cronaca in quanto una violazione della legge è senz’altro fatto di pubblico interesse che ho il diritto di documentare). Documentare un fatto di pubblico interesse in luogo pubblico. “La tale macchina è lì”. Le targhe esistono apposta per riconoscere le macchine e i relativi proprietari, è esattamente il loro scopo. Non nascondiamoci sempre dietro la privacy, che è ben altra cosa.
Questo a prescindere dal giudizio sull’opportunità dell’iniziativa, quello è senz’altro soggettivo e ognuno è giusto che abbia il suo.
Settembre 16th, 2011 at 08:18
Anche le dichiarazioni dei redditi sono pubbliche (ricordo che sono liberamente consultabili dalla notte dei tempi), però vige in quel caso il divieto di divulgazione.
Motivo per cui Google oscura le targhe, l’agenzia delle entrate cancella il file della dichiarazione dei redditi dal proprio sito e il corriere non potrà pubblicare le foto così raccolte.
Settembre 16th, 2011 at 08:20
Sinceramente io oscurerei le targhe ma farei un gran bel blog su tali informazioni (parcheggiare sul posto disabili per me è pari ad avere il finto cartellino invalidi in auto, delitto grave).
@gregor “la libertà dd’informazione è più imporntante della legge sulla privacy!” spero che un giorno avrai l’illuminazione necessaria per capire che ciò che dici nel migliore delle ipotesi è una banalità.
Settembre 16th, 2011 at 08:56
@Gscarpa: google oscura le targhe perché non c’è cronaca in quel che fa, non c’è notizia. Quindi non vale il “diritto di cronaca”, lì è un atto arbitrario. Prendiamo un esempio diverso: il suv di Elkann. E’ riconoscibile a prescindere dalla targa, secondo il ragionamento di alcuni qui non si potrebbe pubblicare o addirittura fotografare. Invece è sbattuto ovunque in prima pagina senza problemi. Ciò perché è personaggio pubblico e in quanto oggetto di notizia (blocca il traffico). Su un privato ovviamente la cosa è più discutibile ma è tutt’altro che scontato che il Corriere non possa pubblicare le foto. Nell’ambito di una inchiesta specifica, non vedo gli estremi di una violazione. Poi -per opportunità- probabilmente le pubblicherà oscurate, anche perché la targa non è un dettaglio utile ai fini della cronaca pura e semplice, questo sarebbe ragionevolissimo. Rimane che la foto non è assolutamente vietato scattarla e su questo ho davvero pochissimi dubbi.
Settembre 16th, 2011 at 09:56
il corriere non ti multa, ma semplicemente segnala che dovresti essere multato. è illecito? è sbagliato? parliamone.
in germania se non getti la spazzatura in modo appropriato, differenziando correttamente, i tuoi vicini lo segnalano all’autorità preposta. è qcs che a noi italiani può apparire esagerata, però poi ci lamentiamo del casino e della sporcizia delle nostre città e invidiamo la pulizia delle città tedesche.
Settembre 16th, 2011 at 10:18
Giusto! difendiamo la privacy di chi parcheggia sui posti degli invalidi! Che poi hanno sempre i posti migliori…
Settembre 16th, 2011 at 10:30
Io non voglio perdere la mia civiltà perché gli altri sono incivili.
ricorrere forze dell’ordine è sacrosanto, violare la privacy no.
Settembre 16th, 2011 at 10:30
La cosa che lascia un po’ straniti non è il fatto in sé. La cosa strana è che un giornale scriva a chiare lettere e con piglio deciso che non si tratta di dato personale, e che invece un utente con un minimo di ricerca trova la cosa detta dal garante. Il giornalista ha cercato un minimo prima di scrivere quelle cose? Evidentemente no.
Settembre 16th, 2011 at 11:17
Rogerdodger, temo che il giornalista sia passato tranquillamente sopra alla (nostra) logica e abbia liberamente concluso di poter pubblicare un dato che – come abbiamo detto sia tu che io, più sopra – in realtà è già oggetto di tutela ai sensi della privacy (da ciò che leggo sul Corriere, c’è un intento dichiarato di pubblicare la foto con la targa, e non di oscurarla come qualcuno ha ipotizzato).
Per fare un altro esempio: credo siamo tutti d’accordo che un indirizzo civico e un numero telefonico siano dati personali tutelati, eppure è rilevabile da elenchi ancor più accessibili di un registro pubblico (come il PRA), ed è assodato che trasmetterli e/o farne uso senza il consenso del suo titolare costituisce una violazione della privacy.
Questi abusi devono ricevere una giusta punizione (la legge deve essere applicata, l’impunità genera altri abusi), ma temo che la validità dell’iniziativa del Corriere (già vista in altri ambiti) non vada oltre a quella di un sondaggio di (mal)costume. Resto dell’idea che sia più produttivo tirar fuori le palle, redarguire aspramente chi compie l’abuso e segnalarlo alle autorità competenti.
Settembre 16th, 2011 at 11:23
la privacy è la grande paranoia del XXI secolo
Settembre 16th, 2011 at 12:30
A me pare un’ottima inziativa e sono d’accordo con janis, di fronte a questi comportamenti incivili ogni mezzo è lecito, anzi l’iniziativa andrebbe estesa ad altre inciviltà quotidiane. E davvero finiamola con questa ossessione della privacy, sta diventanto un po’ comica.
Settembre 16th, 2011 at 12:39
buh. la risposta che da Beppe è la seguente:
“Le targhe sono annotate al Pubblico Registro Automobilistico (Pra) che è, appunto, un registro pubblico, cui chiunque può accedere. La targa non è un dato personale coperto da privacy, soprattutto se l’auto si trova in una strada pubblica e in evidente infrazione. Quindi è lecito fotografare, e la foto può essere pubblicata. Stiamo conducendo, insieme ai lettori, una campagna contro il malcostume, e invochiamo il diritto di cronaca”.
dice di essersi consultato con i legali del corsera prima di avviare l’iniziativa.
Settembre 16th, 2011 at 14:07
Per la cronaca, Severgnini sul Corriere di oggi dice che, secondo lo studio legale del suo giornale, i numeri di targa posso essere pubblicati.
Parlando più in generale, ho l’impressione che in Italia alzarsi in piedi e dire a qualcuno che sta facendo qualcosa che non si può sia considerato poco elegante, un po’ burino e provinciale. Ci si sente superiori a passare sopra a queste piccolezze. Con il risultato che l’Italia la categoria del furbo domina la vita quotidiana. Fai la fila allo sportello? Sei uno sfigato!
Io detesto i furbi. I furbi che parcheggiano negli spazi destinati a persone che ne hanno un reale bisogno, i furbi che non pagano le tasse, i furbi che ottengono un posto in ospedale perchè sono iscritti ad una certa associazione, i furbi che mangiano gratis alle feste, i furbi che non fanno la fila.
Io detesto i furbi e chi li giustifica.
Settembre 16th, 2011 at 14:10
Ma io per la verità non ho mai capito bene perché si dovrebbe pretendere il diritto alla privacy quando si fa qualcosa in un luogo pubblico.
Voglio dire, un conto è se uno mi fotografa mentre sono nel mio giardino e mi metto le dita nel naso: sono nel mio giardino, ho diritto alla mia privacy (almeno finché mi limito a mettermi le dita nel naso, se invece confeziono molotov forse è già diverso). Ma se sono per strada e mi metto le dita nel naso, credo dovrei essere consapevole del fatto che chiunque mi può vedere, e nell’era dei media quel chiunque può anche essere l’amico australiano di uno che mi ha fotografata in quel momento e poi ha messo la foto su Facebook.
Insomma, a mio modo di vedere in un luogo pubblico non si gode del diritto alla privacy. Sono stata fotografata pochi giorni fa mentre seguivo una sfilata cittadina di cani del canile, e la foto è poi finita sul giornale: quello va bene e invece non va bene pubblicare la foto della mia auto parcheggiata illecitamente in un posteggio riservato ai disabili? Secondo me vanno bene entrambe le cose: in un luogo pubblico io sono consapevole di poter essere vista da chiunque, poco cambia se quel chiunque mi vede dal vivo o sul giornale, io credo.
O sbaglio?
Settembre 16th, 2011 at 14:43
C’ho pensato anche io: se devo scattare una foto del genere, tanto vale mandarla ai vigili urbani più che a Severgnini
Settembre 16th, 2011 at 15:12
A me pare gravissimo. E non per la privacy (che anche nel post di Mantellini è giustamente menzionato a margine, come ulteriore spunto di riflessione). L’idea che i cittadini debbano farsi giustizia da sè scavalcando le forze dell’ordine è più da incivili che parcheggiare su un posto per disabili, a mio avviso. Se sbaglio devo subire le sanzioni previste dalla legge, fra le quali non mi pare ci sia la gogna. E se il pass ce l’ho ma il fotografo non l’ha ripreso? E se il posto per disabili è quello successivo ma dalla prospettiva della foto non si vede? Che devo fare mandare una controfoto al Corriere per giustificarmi? Mi pare veramente assurda la quantità di commenti favorevoli all’iniziativa, mi piacerebbe sapere cosa pensavano ad esempio delle ronde leghiste..
Settembre 16th, 2011 at 17:11
meglio una foto che una raffica di mitra. comunquemente avrei qualcosa da eccepire sull’avverbo usato dal blogmaster in relazione al giornalista di via solferino
Settembre 16th, 2011 at 17:29
Personalmente penso che ilnumero di targa sia un dato pubblico,divulgabile da un cronista,senza il riferimento dell’intestario che potrebbe non esssere l’autista incivile non ci sono molti rischi se non di essere riconosciuto da parenti stretti. Allora cosa serve l’iniziativa?non sarebbe meglio che si invitassero i vigili urbani a dotarsi di un numero mobile a cui inviare le foto via mms?
Settembre 16th, 2011 at 18:54
Secondo me le cose stanno così
Ha ragione Severgnini a dire che i dati della targa sono pubblici e pertanto trattarli non viola la legge sulla privacy. Se io decido, per esempio, di farmi un archivio personale con i nomi dei proprietari di tutte le targhe che inziano per “DH21” (oltre a spendere un patrimonio in visure) non devo avvertire nessuno nè chiedere l’autorizzazione a nessuno. Perchè il dato si trova in un archivio pubblico. Come – quasi tutti – i numeri di telefono (ed al contrario delle email).
Peraltro non è neppure questo il punto, perchè al PRA le targhe sono abbinate ai nomi dei relativi proprietari, ma non mi pare che il Corriere voglia pubblicare i nomi dei proprietari. Quindi è un pò come fotografare le facce di quelli che fanno la pipì sui muri e pubblicarle sul giornale, salvo che con le targhe l’identificazione è un po’ più macchinosa (hahahah, che bel gioco di parole!).
Il problema è invece (come Severgnini en passant dice) un altro: riservatezza vs. diritto di cronaca.
E’ una notizia di pubblico interesse il fatto che il prprietario della macchina targata XY123YZ abbia parcheggiato (sul posto dei disabili) in Corso Garibaldi lunedì scorso? Il diritto di cronaca legato a questa notizia è sufficientemente forte da sopprimere il diritto del propeitario della suddetta macchina a non far sapere ai suoi parenti stretti il fatto che quel giorno non era andato a pescare come aveva racconato loro ma era andato d’urgenza dal suo medico che ha lo studio in Corso Garibaldi?
E soprattutto, come penso intenda dire MM, è giusto, seppur di fronte ad un fenomeno sociale oggettivamente deprecabile, sguinzagliare una caccia alle streghe (mutatis mutandis è come la pubblicazione delle facce dei presunti o reali pedofili su Internet ecc.)?
Settembre 16th, 2011 at 20:55
La legge dice che questi posteggi sono riservati, quindi chi ci mette l’auto compie un abuso che va sanzionato. Qui non servono spiegazioni, c’è una norma e va rispettata.
Il garante della privacy con un provvedimento che RogerDodger e DB hanno citato, ha vietato la pubblicazione sul giornale di foto di auto in divieto di sosta. Anche qui c’è una norma, ma qualcuno pensa che non vada rispettata perché tutela chi ha commesso una violazione.
Io capisco questo motivo, ma ci porta ad interpretare arbitrariamente una legge e la sua ratio, a distinguere tra norme da rispettare e norme da violare. Attenzione: è una deriva da evitare. Le norme sono tutte da rispettare.
E chi parcheggia in un posto riservato ad altri, va segnalato, così lo portano via col carro attrezzi, e questo gli servirà di lezione. Pubblicare la sua foto sul giornale farà giustamente indignare i lettori, che ammireranno il “coraggio” del giornale, ma non fermerà l’arroganza del parcheggiatore privo di scrupoli, che continuerà a fregarsene.
Settembre 17th, 2011 at 01:18
credo che se il corriere s’imbarca in una cosa del genere abbia, almeno al momento, deciso di portare eventuali grane legali fino in ultimo grado di giudizio. e secondo me vincono perché il pubblico è pubblico e la libertà di stampa è un valore di rango costituzionale che non può essere limitato da una legge ordinaria. come il famoso “divieto di affissione”, che fu dichiarato incostituzionale.
Settembre 17th, 2011 at 19:19
[Da Torino] concordo con il commento di @Alfredo [da Roma]: siamo in guerra, Massimo. Guarda un po’ questo articolo di Repubblica: alla Reggia di Venaria Reale si inaugura una mostra sulla moda, i vip arrivano e parcheggiano in divieto di sosta, i vigili multano 95 auto e gli amministratori della Reggia cosa fanno? Si affrettano a garantire che pagheranno loro – con soldi pubblici – le multe dei loro ospiti. La mancanza di cultura politica e senso civico si vince con l’intransigenza. In Germania il responsabile di un museo che proponesse la stessa cosa sarebbe costretto a dimettersi il giorno dopo, qui ci si limita a sgridarlo sui giornali. Cosa ne dici?
http://torino.repubblica.it/cronaca/2011/09/17/news/vip_indisciplinati_alla_festa_pioggia_di_multe_sotto_la_reggia-21803218/
Settembre 18th, 2011 at 00:42
Vi faccio un paio di esempi: uno realmente accaduto e uno ipotetico.
Dalle mie parti c’è un piccolo parcheggio, con posti auto a lisca di pesce sul lato sinistro, di cui uno per disabili, accessibili tramite un corridoio largo quanto basta per una sola auto (lato destro). Per uscire dal parcheggio è necessario percorrere il corridoio in retromarcia, essendo l’inversione di marcia di fatto impossibile.
Accade quindi che, talvolta, se un’auto necessita di uscire mentre un’altra entra, quella che entra si posiziona nella piazzola disabili, solitamente libera, attende che chi esce termini la manovra in retromarcia, e poi lascia la piazzola andando a posizionarsi dove prima parcheggiava chi è appena uscito.
In questo caso, non è stato leso il diritto di nessuno (nessuno dei due ha parcheggiato nella piazzola disabili, né intendeva farlo, se ne è servito solo per un brevissimo lasso di tempo per agevolare le manovre di entrambi), ma se fosse arrivato il fanatico con la macchina fotografica CLIC! ed ecco trasformato un cittadino innocente in un delinquente irrispettoso dei diversamente abili.
Altro esempio, ipotetico: sei fermo al semaforo, e all’improvviso vedi lampeggiare qualcosa di azzurro nello specchietto retrovisore, accompagnato a breve distanza di tempo dall’ululato delle sirene: uno sguardo allo specchietto: ambulanza! Come prescritto dal codice della strada, devi farti da parte e agevolare al meglio il mezzo di soccorso. Non potendo fare diversamente causa le condizioni di traffico, “sali” sul marciapiede.
L’ambulanza passa, qualche furbastro ne approfitta andando in scia all’ambulanza stessa, e a te tocca aspettare qualche istante per reinserirti in carreggiata. Ma arriva il giustiziere della strada e CLIC! ecco che su qualche sito web compare la tua auto apparentemente in sosta sul marciapiede come se fosse tua abitudine parcheggiare dove più ti aggrada, alla faccia di tutti.
E potrei andare avanti all’infinito.
Io non capisco quelli che si fanno le seghe a pensare alle gogne mediatiche: non lo capiscono proprio che se si permette a tizio di mettere alla gogna tutti quelli che hanno comportamenti che non gli piacciono poi anche Caio vorrà fare altrettanto, e così via finché non sarà più possibile muovere un solo passo senza che qualcuno sospetti qualcosa? Davvero vogliono passare la vita a giustificare tutto quello che fanno, anche la cosa più innocua?
Settembre 18th, 2011 at 07:16
leggermente ot, io in autostrada quando sono a 140 in fase di sorpasso e da dietro arriva il gradasso che lampeggia da 1 km, rimango qualche secondo in più del necessario sulla corsia di sorpasso per avere il tempo di prendere il telefonino (e per far salire la temperatura al quello dietro) per filmare il bmwuista o l’audaro di turno. Qualcuno non la prende bene! Ancora non ne ho pubblicato nessuno, ma prima o poi in qualche server sperduto, le metterò.
Settembre 18th, 2011 at 09:19
@Marcof: quindi mentre sorpassi ti metti a fare filmati? E allora in cosa saresti meglio del bullo dietro a te? Sicuramente compi un infrazione come lui, in più diventi molto più pericoloso di lui per la circolazione. Lascia perdere che e meglio.
Settembre 22nd, 2011 at 14:40
[…] […]