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19 commenti a “La scuola di mia figlia contro Apple Watch”

  1. Pernice Bianca dice:

    Comunque questa scuola è avanti, almeno di un giorno …

  2. Daniele Minotti dice:

    Sarebbe bello leggere tutto il provvedimento (magari sono io a non leggere), ma lo trovo quanto meno coerente, se non giusto.
    La cosa che mi imbarazza è che orologi del genere esistono da anni e questi se ne accorgono soltanto oggi. Mio figlio li ha fottuti già da tempo.

  3. Barbara Pesce dice:

    Interesserebbe anche a me leggere tutta la comunicazione. Risolvere il problema dell’educazione al corretto uso delle tecnologie vietandole e’ una bella soluzione !

  4. massimo mantellini dice:

    la circolare completa è qui
    http://www.smribolle.gov.it/circ_visualizza.asp?id=1125

  5. nicola dice:

    Vietarli durante le verifiche e le lezioni per non far copiare e distrarre gli studenti sarebbe una cosa brutta? È previsto anche un uso educativo?

    E comunque la circolare non parla (solo) di Apple Watch.

  6. Barbara Pesce dice:

    In questo modo e’ una battaglia persa.
    Prima di tutto e’ necessario educare alle tecnologie della comunicazione, e la scuola non puo’ chiamarsi fuori.
    Poi ci sono verifiche in cui non ha senso o non si puo’ copiare, sono quelle che si dovrebbero utilizzare. Ma certo, tutto dipende dalla metodologia…

  7. Lorenza Boninu dice:

    Invece di cambiare approccio alle verifiche, che evidentemente non possono essere svolte come trent’anni fa, si tenti di svuotare l’oceano con un bicchiere, tenendo fuori la tecnologia invece di farsela alleata nell’azione educativa. Ma un po’ di fantasia, colleghi insegnanti, no?
    Il problema delle tecnologie mobili in classe, casomai, è un altro: la tendenza alla violazione (spesso inconsapevole) della privacy, ad esempio filmando o fotografando compagni e professori per pubblicarne le immagini in Rete senza permesso, in genere con uno scopo offensivo o denigratorio. Non sto parlando di allarme bullismo, che è largamente sopravvalutato, intendiamoci. Sto parlando della mancanza di consapevolezza nell’uso dei media digitali: ma anche su questo la scuola dovrebbe intervenire educando, non reprimendo.

  8. Barbara Pesce dice:

    E’ evidente che non e’ possibile cambiare verifiche ( embedded assesment, compiti autentici…) senza aver cambiato l’approccio metodologico-didattico ma soprattutto senza aver sviluppato una riflessione sulle modalita’ di apprendimento.
    Non e’ possibile nemmeno educare ad un uso consapevole delle ICT se non si usano quotidianamente in classe.

  9. Playrom dice:

    No ma vi prego leggete il “Regolamento d’uso dei cellulari”

    http://www.smribolle.gov.it/public/albo/1/regolamentocellulari.pdf

    è un capolavoro di ignoranza e burocrazia

  10. Sergio dice:

    nella mia scuola negli anni ’80 erano vietati gli orologi con le calcolatrici.

    Forse ci fu anche una sorta di circolare per evitare che tutti avessero il bip allo scattare dell’ora dall’orologio digitale

  11. mima dice:

    Ma solo io trovo tutto sommato sensate le due circolari postate? Soprattutto quella del cellulare, mi sembra bilanciata ed esprime chiaramente la responsabilità di studenti, docenti e genitori.

  12. se-po dice:

    Anche nella mia scuola negli anni ’80 avevano vietato gli orologi con le calcolatrici.
    Un mio amico ce l’aveva.

  13. Mike dice:

    Chi ha fatto l’università sa bene che gli esami più complicati e con alto tasso di bocciature sono quelli a cui è permesso portare qualunque libro. Se gli esami cambiano perchè si permette di usare uno smartphone, non credo che gli studenti saranno contenti. Una verifica finale di quattro ore e se sei insufficiente si viene rimandati, per esempio.

    Inoltre credo che diventi molto più complicato gestire una verifica intermedia.

  14. Daniele Minotti dice:

    Mi permetto di dire che qui non si tratta di un *supporto* (calcolatrice, dizionario, ecc.), ma di qualcosa che consente la comunicazione, dunque…
    Io credo che sia corretto non consentire l’uso di telefonini durante le ore di lezione: sia per una questione di educazione, sia per evitare di barare. Cio’, a cascata, su quanto consente di dialogare con il telefonino, che ne e’ una semplice estensione.
    Cosa centra una presunta avversione per la tecnologia.
    In cio’ sono d’accordo con mima.

  15. Maurizio dice:

    E’ una scuola italiana? Perchè non riconosco il logo con la ruota dentata utilizzato…..

  16. Keper dice:

    Veramente non capisco cosa ci sia di strano nel vietare un mezzo comunicativo e distraente nelle aule delle scuole.
    Educare i ragazzi è un lavoro da fare in due scuola – famiglia, poiché ormai nel 90% dei casi la famiglia manca trovo che sia meglio vietare che permettere (è triste ma è realtà).

  17. marcello dice:

    Lorenza, in che ordine di scuola insegni? Quanti alunni hai in classe? Come prepari le tue verifiche?

    Un collega curioso anche se assolutamente d’accordo con la circolare.

  18. malmost dice:

    c’è da chiedersi se il tenutario di questo blog abbia capito che il suo passaggio terreno sarà per sempre legato a Quella azienda? certo, forse ne vale la pena: i giovanotti della california gli mostrano i loro device in galleria un giorno prima che al popolino. sono sodfisfazioni.

  19. massimo mantellini dice:

    @malmost il titolo era ironico, certo non è obbligatorio capirlo