Una delle ragioni per cui questo Paese va in malore riguarda la variabile umanitaria. Vale a dire la nostra disponibilità a considerare un’eccezione alle regole sociali condivise che consenta il trionfo del nostro essere differenti dagli altri, più sensibili, meno rigidi, in altre parole migliori. Il caso Cancellieri è indicativo di questa nostra cecità: ci innamoriamo dell’eccezione, specie se questa contiene una quota sentimentale in grado di scaldarci l’animo. In nome di questo siamo disposti a ridiscutere i valori e perfino la struttura dell’organizzazione sociale. Le discussioni in punta di fioretto mi hanno infine nauseato, vedo in esse le ragioni del nostro indubitabile declino. E pensare che il caso Cancellieri è un caso che nasce senza via d’uscita nel quale le domande da farsi non sono le 11 pensose e complicate che si è posto Luca Sofri ieri ma solo due, assai più semplici ed elementari:

Può un Ministro della Repubblica “attivarsi” per un parente, amico, conoscente, amico dell’amico? No, non può, in nessun caso.

Può un Ministro della Repubblica occuparsi di segnalazioni di casi particolarmente gravi ed urgenti agli uffici competenti? No, non può. Il Ministro ha altro di cui occuparsi: se la struttura organizzativa di segnalazione e presa in carico di simili problemi non funziona si dovrebbe occupare di migliorarla, non di sostituirsi ad essa.

La risposta alla prima domanda è condizione sufficiente per le dimissioni di Cancellieri. La risposta alla seconda è l’ammissione spicciola della propria inadeguatezza di Ministro.

Questo almeno in un Paese normale dove la variabile umanitaria è considerata da tutti, per ragione di forza maggiore, un ostacolo al buon governo e non un plus amichevole che rende la democrazia più vicina. Come è evidente accade l’esatto contrario. Se non hai il numero di telefono del Ministro, o, meglio ancora, se il Ministro una mattina non si sveglia e decide di occuparsi di te, hai discrete possibilità di essere democraticamente spacciato. Perduto e finito nel disinteresse generale anche se circondato da un sacco di gente molto molto umana.

30 commenti a “La variabile umanitaria”

  1. Cancellieri: due domande e una risposta | GiulioCavalli.net dice:

    […] Massimo Mantellini prova a fare sintesi senza banalizzare. […]

  2. Valerio dice:

    Chapeau! La penso esattamente nello stesso modo…

  3. skp dice:

    C’è piuttosto da domandarsi perchè, se la detenuta in questione versava in condizioni tali da non consentirne la detenzione in carcere, il Sistema non si sia auto-attivato per liberarla. E quante altre persone attualmente si trovano nello stesso status.

    La ministra avrebbe potuto giustificarsi con la questione umanitaria solo se avesse fatto tutto alla luce del sole (es visita di Parlamentare in carcere o altra azione nelle sue competenze).

    Saluti

  4. frank dice:

    Massimo, innanzitutto questo tuo post non mi piace affatto. Non che tu e Grillo non abbiate ragione nel caso specifico, ma ignorate completamente il contesto. Una delle ragioni per cui questo Paese va in malore.

    non cadere anche tu in un meccanismo opportunamente guastato e che girando in modo forzato rischia di reiterare il danno e mandar tutto in malore, anche ciò che è indubbiamente buono e giusto: l’umanità

    la “variabile umanitaria” (?) è stata indotta e forzata come chiave di lettura, ma non da ‘noi’ (non si può attribuire questa responsabilità all’universo mondo) : “l’idea umanitaria” è un esercizio di potere

    e spesso i mezzi d’informazione sono parte integrande di questa politica

    cerchiamo di allargare lo sguardo anche al contesto: chi gestisce il potere da parecchi anni (e non solo Dudù) ha “problemi con la giustizia”, e già questa è una lettura distorta della realtà

    L’illegalità diffusa più pericolosa riguarda soprattutto rappresentanti pubblici, cioè chi abusa di un potere delegato e senza più limiti costituzionali vuole aumentare il potere di “governabilità” smisuratamente: non diamo per favore la colpa a tutti i cittadini e lavoratori, inducendo un senso di colpa immeritato. Questa è una degenerazione morale.

    chi legge i giornali e guarda la TV è stato abituato a vedere caso per caso, scandalo per scandalo e non tanto l’insieme e il contesto. L’informazione è stata anche formativa, pedagogica

    il caso Cancellieri è un caso emblematico: molti sapevano e ora stanno sfruttando una ricattabilità

    ma il dibattito politico è su indulto e amnistia, che è esattamente l’idea del taglio lineare. Ma il condono non può essere, nei fatti, lineare, cioè ‘giusto’, non è uno Stato di Diritto. Le vittime d’ingiustizia non diminuiscono, ma aumentano facendo scoppiare un’emergenza: questa è politica, politica di chi è avido e senza scrupoli. Mentre il cittadino firma sempre una delega in bianco: si vuol che i sondaggi sostituiscano la democrazia e il voto democratico

    la Cancellieri è stata fin qui abbastanza moderata sul condono, forse troppo per chi vuol forzare ad ogni costo e in breve tempo e sfruttare l’emergenza per fare altro

    quindi mette sotto pressione un Ministro, lo ricatta ma senza chiedere le dimissioni

    quindi:

    – se non si dimette è sotto ricatto,

    – se si dimette verà sostituita da un altro più compiacente

    non è complicato da capire, siete persone intelligenti: questa politica è molto simile ad un controllo del “territorio” di tipo mafioso, un po’ più sofisticato

    un potere basato sulla paura e non sull’opportunità di sviluppo: la crociata contro “il nemico”

    il dialogo è difficile perchè le parole stesse sono inquinate: le spese militari sono sotto la voce “sviluppo”, sono sempre le stesse politiche, da Reagan in poi

  5. Corrado dice:

    Riguardo alla seconda domanda, il ministro non solo può ma deve occuparsi di segnalazioni di casi anche gravi. Su quale testo di diritto costituzionale hai letto che non deve?

  6. paulista dice:

    concordo sulla prima domanda, non molto sulla seconda.
    in ogni caso io eviterei qualunque allusione o riferimento a “…un paese normale…” in quanto siamo quanto di più diverso da questo si possa immaginare.

  7. frank dice:

    noi italiani siete anormali

  8. frank dice:

    “la società di Ivrea è strutturalmente solida, potrà superare senza grosse difficoltà il momento critico. Sul suo futuro pende però una minaccia, un neo da estirpare: l’essersi inserita nel settore elettronico, per il quale occorrono investimenti che nessuna azienda italiana può affrontare”

    estirpare

    o, da un altro punto di vista: la normalizzazione è già iniziata da tempo

    non esattamente una ‘variabile umanitaria’

  9. frank dice:

    una delega in bianco ogni tot anni non è ‘la nostra disponibilità a considerare un’eccezione alle regole sociali condivise’

    la Costituzione è chiara sulla sovranità

  10. mORA dice:

    Considero l’espressione “paese normale” alla stessa stregua di “e quant’altro” e “un attimino”

  11. diamonds dice:

    piovono nuvole

    http://www.youtube.com/watch?v=5LXppeJULi4

  12. Pinellus dice:

    Vedo che Luca Sofri è stato capace di darti la scossa positiva. In poche righe hai sintetizzato ciò che un editorialista avrebbe argomentato con un effluvio di parole.
    Condivido (quasi) tutto.
    Unica cosa che non condivido è questo tuo pessimismo sul nostro paese (“del nostro indubitabile declino”).
    Ma questa è un’altra storia.

  13. Amico dice:

    Mi pare solo teoria, nella pratica e nella vita le cose stanno ben diversamente. Chiunque con un minimo di umanità ed empatia, compresi quelli che qui danno nobili lezioni di etica (ma sulla pelle degli altri ovviamente), si muoverebbe per il caso grave un amico, parente, conoscente. Sostenere il contrario è la solita ipocrisia tutta italiana dei vizi privati e delle pubbliche virtù.

  14. Signor Smith dice:

    Uno: probabilmente hai ragione;

    Due: probabilmente non hai ragione. Non solo può, ma deve. Subito dopo aver attaccato il telefono, però, deve mettere in moto la “macchina” che porterà alla risoluzione del problema.

  15. Giancarlo dice:

    Il ministro ha sbagliato nell’istante preciso in cui ha deciso di esercitare una scelta arbitraria. Ai sostenitori dei motivi umanitari, faccio questa domanda: nel 2012 ci sono stati più di 1000 tentati suicidi falliti. Tutte persone catalogate con nome e cognome. Ecco se il ministro si è attivato per ognuna di queste persone e oggi per tutti si sono trovate misure alternative è credibile. In caso contrario vuol dire che sono principi umanitari piuttosto elastici.

  16. Pier Luigi Tolardo dice:

    Il giovane Pm , vicecapo del DAP, giù fortemente impegnato nell’anticrimine, ha dichiarato che spesso il Ministro riceve segnalazioni di detenuti i difficoltà e le passa a lui e all’altro suo collega…in questo caso specifico ha dichiarato che conosceva già il caso e lo stava monitorando…poi il Ministro non se ne è più occupato chiedendo a lui(potrebbe essersene occupata uin altro modo, certo..). L’interessamento di cui parla il Pm aveva già sortito una relazione medica favorevole alla scarcerazione, avvenuta qualche giorno prima del patteggiamento per cui non sarebbe più tornata in carcere. Diciamo che come ha detto Caselli l’interessamento del Ministro era inutile, aggiuntivo, non determinante..Perchè , cghe ne dica il Ministro la igresti anche se non fosse stata amica del Ministro era talmente nota, ben difesa, che il suo caso non poteva passare inosservato e avre una giusta considerazione…Diciamo quindio che il contate su di me, e altro non era necessario: tutti i giornali parlavano del caso della Ligresti e i collaboratori della Cancellieri se ne stavano giùà occupando…La Cancellieri avrebbe dovuto dire a Antoninio Ligresti di fare un esposto normale anche via mail alla sua segreteria…Certo, rispondere “ci penso io” dopo che la Cancellieri aveva chiamato la compagna di Ligresti per esprimerle solidarietà umana e fin lì ci sta ma dicendo anche “ingiusto, non è modo” dà l’idea di una persona che, se può, privilegia l’aspetto affettivo sulle esigenze della giustizia e il Ministro della Giustizia non può farlo soprattutto perchè i Ligresti stanno patteggiando mente uno non ne vuole sapere di lasciare la Svizzera quind ila carcerazione preventiva era giustificata e quindi era giusto ed anche il modo giusto…

  17. farucchino dice:

    U.Galimberti dice dell’Italia le stesse cose in questi termini:
    “…società familiare…”.
    Se Snowden mi trovasse il cell. della Ministra…..

  18. Giancarlo dice:

    A me le domande di Sofri più che pensose sembrano un tantino pelose.

  19. diamonds dice:

    il problema e che pur dovendo rispettare.in consonanza a un certo grado di civilta` che riteniamo di aver raggiunto.buoni standard di igiene e sicurezza non possiamo cambiare la natura delle cose.E la detenzione non puo certo essere simpatica .se poi uno tarda ad acclimatarsi esiste sempre l`infermeria. Altrimenti si potrebbe sempre mettere in discussione il concetto di reato e discutere per mesi la cosa su micromega

  20. Carlo M dice:

    completamente d’accordo con mantellini. anzi, secondo me basta anche solo la prima domanda.

  21. Corrado dice:

    Tolardo quindi la carcerazione servirebbe ad ottenere la confessione o il patteggiamento ? Il codice dice che la carcerazione preventiva serve per impedire la fuga, l’inquinamento delle prove o la reiterazione del reato e stop Usarla per altro è una forma di coercizione simile a una blanda tortura

  22. gregor dice:

    Se la ministra fosse davvero interessata alla questione umanitaria le carceri dovrebbe chiuderli oggi stesso per quanto sono inadeguate a ospitare esseri umani.

  23. frank dice:

    Il mio commento e’ in attesa di moderazione, ma per questo, voglio rassicurare Massimo, non entrerò nel “Partito dei moderati” poichè li considero malvagi e integralisti. Tra il significato e il significante c’è di mezzo il mare

    Una delle ragioni per cui questo Paese va in malore: siamo tutti in attesa di moderazione e normalizzazione

    (ogni tanto, un commento naif)

  24. Pier Luigi Tolardo dice:

    Corrado, hai fatto tu tu: il provvedimento di restrizione della libertà nei confronti della famiglia Ligresti è stato emesse dai magistrati perchè il fatto che stavano raccogliendo più denaro possibile per metterlo al sicuro i Svizzera era un indizio di una volontà di fuga,inoltre che ci fossero pericoli di inquinamento delle prove è stato documentato, i Ligresti si muovevano per concordare con i managr una versione ad hoc… he in passato la carcerazibne sia stata usata per costringere le persone a confessare è un fatto ma non significa che sia sempre usata per questo…E’ un fatto che i Ligresti, Giulia e Jonella abbiano scelto il patteggiamento perchè non credono di riuscire a provare la propria innocenza e sia meglio allora evitare tante complicazioni, fra cui la carcerazione preventiva…

  25. Giancarlo dice:

    @Corrado, ti sfugge che uno dei magnifici tre rampolli sia scappato in Svizzera e continui a fare il gesto dell’ombrello a chi lo rivorrebbe in Italia , non stiamo parlando di pericolo di fuga, ma di stalla chiusa dopo che sono scappati i buoi.

  26. Domiziano Galia dice:

    Tanto per complicare le cose, penso che in una certa misura sia Sofri che Mantellini abbiano ragione. Anche già il sospetto che un Ministro abbia operato a favore di potenti conoscenti è fastidioso. Ma d’altro canto qualunque reato, anche il più ignominioso, lo giudicheremmo diversamente se a commetterlo fosse una persona che amiamo, nostro figlio, e non un Ligresti o finanche un Berlusconi. E non dite di no, perché non vi crederò mai.

  27. Giancarlo dice:

    @Domiziano: quello che giudichiamo noi per i nostri cari non centra nulla con lo stato di diritto moderno. Ha più a che fare con le monarchie assolute o le dittature dove il giudizio del re o del dittatore non era discutibile anche se emesso in base a simpatie. Nello stato di diritto la forma è sostanza proprio per evitare decisioni arbitrarie.

  28. Amico dice:

    Credo che Domiziano abbia ragione, lo stato di diritto c’entra poco in questo e in casi simili, sappiamo tutti che in Italia i rapporti famigliari, amicali, di clan o di club valgono ben di più, poi si può anche far finta che non sia così ma la sostanza non muta.
    Quello che mi lascia perplesso è tutto questo indignarsi sul caso Cancellieri quando a nessuno importa nulla di ciò che accade quotidianamente nelle nostre carceri e ciò che vivono coloro che sono costretti a subirle. La cosa anormale non è ciò che ha fatto la Cancellieri, che ripeto rientra nel nostro costume, ma che tutti facciano finta di niente su questo problema, nè che nessuno si indigni per l’uso dissennato (questo sì da dittatura o monarchia assoluta caro Giancarlo) della carcerazione preventiva utilizzato spesso come strumento di ricatto.
    Il caso Scaglia (vergognoso) non ha prodotto un millesimo dell’indignazione prodotta dalla telefonata della Cancellieri. E’ questo che fa di noi un paese anormale non certo una telefonata per aiutare un amico. In ogni caso ben venga qualunque azione che evita a chiunque queste carceri disumane.

  29. Giancarlo dice:

    @amico che razza di ragionamento, sappiamo tutti anche che esiste la mafia in maniera diffusa, ma non per questo smettiamo di combatterla. Ecco come muore una nazione, giustificando qualsiasi cosa, tanto lo sanno tutti che è così e chi non si adegua è uno che fa finta.

  30. cla van dice:

    Io aggiungerei anche un’altra domanda: può il vostro tanto beneamato PD votare per la non decadenza della Cancellieri? Può può…. Italia il paese dove tutto è in decadenza tranne i politici che non decadono mai….